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Il capitalismo 2.0 pone al centro la conoscenza e l’uomo

Da KongNews - Una visione antropocentrica che crea valore grazie ai lavoratori della conoscenza. Ci spiega come il libro di Angelo Deina, “La rivoluzione perfetta”.

In un’epoca di risorse abbondanti anziché scarse, il problema fondamentale diventa dare un valore a queste risorse. Se ci spostiamo in rete poi lo sforzo diventa difficilissimo perché la conoscenza qui è praticamente illimitata, quasi come l’aria. Ci vorrebbe, un brand attrattivo, direbbero nel mondo della moda e del fashion, ci vorrebbe una buona reputazione.

La Rivoluzione Perfetta di Angelo Deiana, è un gioco di domande e di risposte sull’evoluzione che ognuno di noi sta compiendo o è chiamato a compiere nel futuro prossimo venturo, sul piano professionale, sociale, personale. Un viaggio che va dalla bolla finanziaria alla sua psicosi, fino ai nuovi modelli Web-centrici, basati sulla comunicazione diretta e personalizzata che hanno trasformato il sistema capitalistico e reso obsoleti paradigmi economici consolidati.

La grande novità del mondo contemporaneo è l’iperconnettività della mente in rete, l’essere reali e digitali simultaneamente. I social network hanno reso visibili e misurabili, come mai fino a ora, le relazioni personali. La nostra famiglia si è allargata e ora comprende gli amici più stretti di Facebook, i followers di Twitter, le cerchie di Google+. E si fa sempre più insistente il presagio, non di una tempesta perfetta che sta già passando, ma di una rivoluzione perfetta, dolce, silenziosa e pervasiva.

Il capitalismo 2.0 pone al centro dell’universo economico la conoscenza e il capitale umano. Un capitalismo antropocentrico che crea valore proprio a partire dall’uomo, dalla sua creatività, dal patrimonio di know-how dei professionisti, dei knowledge workers, delle persone. La conoscenza vera è paradossalmente quella “scarsa” ma che vanta una buona reputazione costruita in termini di fiducia, attenzione, conoscenza e continuità. Forse non ci si può ancora fidare del tutto, ma il futuro sembra essere nella ricerca di una conversazione con qualcuno di cui ci si fida. Un salto di paradigma, un processo evolutivo senza precedenti che ci porterà oltre, forse altrove. Sulla scia dei grandi futurologi degli anni ’90, Toffler e Negroponte, un saggio di ampio respiro, a cavallo tra economia, sociologia, antropologia, tecnologia.

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